Si calcola che meno della metà delle terre emerse sia abitata o comunque utilizzata dagli esseri umani. Naturalmente, il grosso di questa percentuale corrisponde ai luoghi più accoglienti, ma la nostra specie ha trovato modo di stabilirsi anche in ambienti apparentemente inabitabili, come deserti, ghiacci e vette montane. Inoltre, se oggi l’unico avamposto umano abitato fuori dal nostro Pianeta è la piccola Stazione Spaziale Internazionale, ci sono piani concreti per costruire basi in orbita intorno alla Luna, sulla sua superficie e, perché no, un giorno anche su Marte. Per quel che riguarda gli abissi marini, nel 1969 ci fu chi pensò di trascorrere quasi un mese sott’acqua, nel lago di Cavazzo. E mentre sogniamo orizzonti lontani, qualcuno giustamente si preoccupa di evitare che aree un tempo popolate divengano inabitabili. Da diversi punti di vista, i luoghi estremi, lo Spazio e aree terrestri in crisi rappresentano un’unica frontiera: quella dei luoghi apparentemente inabitabili, nei quali tuttavia non rinunciamo a stabilirci.