Oggi si calcola che circa due terzi delle emissioni di gas serra prodotte globalmente siano riconducibili alle città, dove abita quasi il 60% della popolazione mondiale. La popolazione urbana, però, cresce rapidamente e secondo alcune stime potrebbe sfiorare il 70% entro il 2050 e addirittura superare l’80% entro il 2100. La produzione di gas serra collegata ai centri urbani crescerà di pari passo? L’obiettivo, naturalmente, è far sì che la risposta a questa domanda sia no e, anzi, che la quota di emissioni possa arrivare a ridursi in modo da arginare il riscaldamento globale, che rischia di stravolgere l’esistenza di tutti gli esseri viventi, noi inclusi. Rendere le città più sostenibili, però, vuol dire ripensarle sotto molti punti di vista. Quello del materiale edilizio, per esempio: oggi si producono oltre quattro miliardi di tonnellate di cemento all’anno, ma la domanda è in crescita e nel giro di trent’anni potremmo arrivare a sei miliardi di tonnellate. Occorre, inoltre, ottimizzare la gestione degli spostamenti necessari al lavoro e alla socialità. E soprattutto, aumentare la sostenibilità dei centri urbani deve significare anche migliorare la qualità della vita dei loro abitanti.